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Se un bisonte viene ucciso perché non conosce i confini

14 ottobre 2017
| di Licia Colò
Se un bisonte viene ucciso perché non conosce i confini

Ero ragazza quando, per la prima volta, ho scoperto che i bisonti non vivevano soltanto nelle immense praterie americane ma che anche in Europa si potevano vedere e osservare in tutta la loro maestosità.

 

In natura, il luogo più importante e famoso era rappresentato dalla foresta di Białowieża, in Polonia e Bielorussia, decretata nel 1992 patrimonio dell'Unesco: un'antica foresta vergine che anticamente era presente in tutta Europa. Qui i bisonti, fra alterne vicissitudini, sono riusciti a sopravvivere e qui ad oggi sono tutelati e protetti.

 

Ma gli animali, si sa, non conoscono i confini decisi dagli uomini. Per questo un bisonte che aveva varcato il limite che decretava il suo diritto di protezione, entrando in Germania, dove era considerato estinto da 250 anni, è stato immediatamente abbattuto. Era pericoloso, è stato detto, ma certo non se ne è molto discusso. È più facile premere un grilletto che riflettere. Se poi in ballo c'è la vita di un animale poco importa. Se è un esemplare protetto non interessa a nessuno. Se si è estinto da 250 anni vuol dire che non c'era spazio sufficiente per tutti.

 

Il pianeta non è una nostra esclusiva ma una casa comune che ha bisogno di quel bisonte, di quella tigre, di quell'elefante e di tutti quegli animali che oggi stanno scomparendo a causa del nostro disinteresse ma che certo ci lasciano più soli.

 

 

Questo articolo è stato pubblicato su Famiglia Cristiana

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